VinoXRoma. Il segreto del vino che viene dai territori.


All’appuntamento di VinoXRoma nel giardino delle Cascate all’Eur, dal 13 al 17 luglio si è incontrato anche il mondo dei sommelier, alla scoperta delle nuove tendenze del bere. Intervista a Giovanni Lai, storico docente della Fondazione Italiana Sommelier.

Cinque notti romane a VinoXroma, “Il vino sostenibile incontra i grandi chef della capitale”, un programma ricco di appuntamenti come cooking show diretti da chef stellati, degustazioni di vini selezionati dalla FIS (Fondazione Italiana Sommelier), cocktail preparati da bartender di fama internazionale, assaggi di Pecorini Romani Dop a basso contenuto di sale targati Cibaria e la presenza di abili pizzaioli romani. 

 

VinoXRoma

Abbiamo intervistato Giovanni Lai, storico docente della Fondazione Italiana Sommelier, per lasciarci guidare alla scoperta delle nuove tendenze del mondo enologico.

Cosa significa essere un sommelier oggi?

Nella figura del sommelier troviamo diverse sfaccettature e interpretazioni. Comunemente il sommelier é colui che di fatto consiglia il vino e cerca di abbinarlo al cibo. Oggi questa figura, deve essere integrata all’interno del mondo della ristorazione come manager. Chi va mangiare fuori vuole vivere un’esperienza. Spesso quest’esperienza nasce da un corretto abbinamento cibo – vino. Il sommelier è anche un comunicatore, non solo nei ristoranti ma é colui che comunica il vino all’interno di aziende vitivinicole, attraverso i propri profili social, come influencer o in un blog. La figura classica del sommelier si è evoluta sotto mille aspetti con diverse declinazioni. Di certo, un aspetto fondamentale è come il sommelier si approccia al vino. Fare i corsi all’interno di Fondazione Italiana Sommelier è un punto di partenza per capire il mondo del vino, però la passione e la curiosità ci devono portare a capire che questo mondo deve essere studiato e approfondito continuamente. Un sommelier non potrà mai conoscere tutto nel mondo del vino. Ci sono sommelier che conoscono meglio alcune zone, altri che sono bravi nel servizio. Io per carattere diffido sempre dei sommelier tuttologi. 

Infine il sommelier deve usare un linguaggio semplice perché non esiste omogeneità di conoscenza nel mondo del vino. Un linguaggio che deve permettere a tutti di entrare in sintonia. Poi, se si incontrano persone che hanno delle competenze più specifiche, il sommelier deve avere la capacità di entrare in profondità. Il lavoro del sommelier è diventato più complesso e si è elevato. Non è un semplice servitore di vino ma una figura molto più ampia.

Quali sono le etichette di tendenza nel mondo del vino oggi? 

Una carta di vini deve sempre avere al suo interno dei vini toscani, piemontesi e veneti come riferimento. Poi però la bellezza del nostro paese ci regala dei viaggi in territori interessanti come la Valtellina e l’Etna. Ad esempio quest’ultimo non si è ancora espresso appieno ma è uno dei territori più belli e che produce vini tra i più interessanti al mondo. Mi piace anche come si sta interpretando il Cannonau in questa fase storica in Sardegna. Inoltre, sono un grande fan dei vini laziali con particolare attenzione al Cesanese, lo reputo un vino di grandissima qualità e spessore che ad oggi, non viene ancora percepito dal mercato per il suo valore reale.

Per quanto riguarda le tendenze, all’estero per esempio funzionano molto bene i rosati. In generale, il gusto si è spostato verso vini più snelli, più agili, che si bevono con maggiore facilità. Le bollicine, soprattutto quelle a prezzo contenuto hanno sempre il loro seguito. Comincia ad affermarsi, anche se è ancora un fenomeno di nicchia, il settore dei vini c.d. naturali.

Quali vini degustati a Vinoxroma, hanno attirato la sua attenzione?

A questo evento ho avuto il piacere di degustare alcuni vini DOC Roma e devo ammettere che c’è stata una grande crescita. Spero che il loro percorso possa continuare in questa direzione sia in vigna che in cantina. Ho apprezzato anche alcuni Rosati della DOC Roma di carattere, delle malvasie puntinate ben fatte e di grande spessore. Anche se non ho avuto molto tempo per degustare tutto, i vini delle DOC Roma sono quelli che sicuramente mi hanno dato un bel segnale.

Quanto è importante avere dei territori riconosciuti e pronti ad accogliere il turismo?

Nella parte ricettiva sappiamo che dobbiamo migliorare e qualcosa si sta muovendo. Ad esempio a Roma c’è stata la ristrutturazione di molti alberghi. Dobbiamo curare l’accoglienza turistica anche perché è un business estremamente importante. Il turismo può essere declinato in diversi aspetti come quello artistico-culturale, al mondo della moda, ma sta prendendo sempre più piede il turismo enogastronomico alla scoperta di vigna e cantina. E’ una grande opportunità far conoscere le eccellenze italiane e dare una grande spinta ai nostri territori e alle nostre produzioni.

Giorgio Pagliarini

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